Glossario del deserto: le parole che sentirete

A cura del team Désert Foum Zguid · Aggiornato il 17 agosto 2026

Erg, reg, hamada, sebkha, uadi. In due giorni di pista la vostra guida userà tutte queste parole, e nessuna compare nelle guide di viaggio con una definizione utile. Qui le trovate spiegate da gente che vive qui, non tradotte da un dizionario.

Leggere il paesaggio

Erg
Un mare di sabbia: un accumulo di dune mobili abbastanza esteso da avere un proprio regime di venti. L'Erg Chegaga è il più vasto del Marocco.
Reg
Piana di ghiaia e pietre levigate dal vento. È il suolo più comune del Sahara e quello che sorprende di più chi si aspettava solo sabbia.
Hamada
Altopiano roccioso nudo, quasi senza vegetazione. Duro da guidare e spettacolare al tramonto.
Sebkha
Fondo di lago salato. Asciutta è dura come il cemento; dopo le piogge la crosta si rompe e sotto c'è fango. È il punto delicato della nostra pista.
Uadi
Letto asciutto che porta acqua solo dopo un temporale, a volte con violenza. I guadi degli uadi sono ciò che rovina i sottoscocca.

Regioni e punti di riferimento

Jbel Bani
La lunga catena montuosa nera che separa il mondo delle strade da quello delle piste. Foum Zguid sta esattamente sulla cucitura.
Antiatlante
La catena vecchia ed erosa del sud del Marocco, più bassa dell'Alto Atlante e molto meno frequentata.
Valle del Draa
Il palmeto più lungo del Marocco, che scende da Ouarzazate verso Zagora e M'hamid.
Erg El Mhazil
Il piccolo erg a ovest di Foum Zguid, a un'ora e mezza di pista. Dune più basse e nessun campo.
Erg Lihoudi
Le piccole dune vicino a Zagora, spesso vendute come «il deserto» a chi ha poco tempo.
La N12
La strada che attraversa il sud da Zagora a Tata passando per Foum Zguid. Asfalto discreto e pochissimo traffico.

Clima e atmosfera

Chergui
Il vento da est, secco e carico di sabbia. Più frequente da marzo a maggio. Non impedisce di viaggiare, ma cambia il programma della giornata.
La notte sahariana
Il crollo della temperatura al tramonto: quindici gradi in meno di un'ora. Con 60 chilometri fino alla prima lampadina, è anche la ragione del cielo che si vede qui.

Cultura e vita locale

Aït Atta
La confederazione amazigh storica di questa regione. Molte famiglie del paese e del deserto ne fanno parte.
Kasbah e ksar
Una kasbah è la casa fortificata di una famiglia; un ksar è un intero villaggio fortificato. Nei dépliant si confondono di continuo.
Palmeto
L'oasi coltivata sotto le palme da dattero, con il suo sistema di irrigazione. È ciò che rende abitabile un posto come Foum Zguid.
Seguia
Il canale di irrigazione tradizionale che distribuisce l'acqua fra le parcelle del palmeto, con turni concordati fra le famiglie.
Chèche
Il lungo foulard che si annoda attorno alla testa. Protegge da sole, vento e polvere, e non ha un sostituto occidentale altrettanto efficace.
Dromedario o cammello?
Qui sono dromedari: una gobba. Il cammello, con due, viene dall'Asia centrale. Tutti dicono cammello e nessuno se la prende.
Il tè del deserto
Tè verde con menta e zucchero, servito tre volte e versato dall'alto per ossigenarlo. Non è una cerimonia per turisti: è ciò che si beve tutto il giorno.
Souk
Il mercato settimanale dove si ritrova la gente di tutta la zona. Bestiame, verdura, attrezzi e conversazione.

Perché conoscerle cambia qualcosa

Perché cambia quello che si vede. Chi sa distinguere un reg da una hamada smette di guardare «il deserto» come una cosa sola e comincia ad accorgersi che cambia ogni mezz'ora. E chi capisce che cos'è una sebkha capisce anche perché la pista verso l'Erg Chegaga cambia tracciato dopo ogni pioggia.

Dove si trova ogni cosa: la mappa del deserto.

Avete domande? Chiedetele a chi vive qui.

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